Maurizio VIROLI
L’ITALIA DEI DOVERI
Rizzoli
“Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana”: la frase di Giovanni Falcone che Maurizio Viroli pone in epigrafe a “L’Italia dei doveri” mette in luce e in evidenza come “una società democratica formata da cittadini persuasi di avere soltanto diritti degenera nel dominio dei prepotenti sui deboli, dei furbi sugli onesti, dei dissennati sui saggi”. Mette in pericolo, quindi, la stessa democrazia. Oggi ci rendiamo conto che sempre più spesso si parla di diritti, si rivendicano diritti senza che, parallelamente, si abbia coscienza di avere dei doveri, che una società giusta e moralmente sana può reggersi soltanto su un procedere affiancato di diritti e doveri.
Paura, indifferenza, pigrizia, scarso senso morale, privilegi, corruzione hanno indebolito il senso del dovere, hanno infiacchito il senso civico, hanno permesso soprusi e ingiustizie.
Il “Transparency Internacional, l’associazione internazionale che studia la corruzione nei diversi Paesi, colloca l’Italia al 41° posto nella graduatoria internazionale, dietro a Botswana, Taiwan, Macao, Qatar, Barbados, Uruguay”.
“Il primo passo per riscoprire il senso del dovere – scrive ancora l’autore – è di liberarci dell’idea […] che mentre i diritti sono libertà, i doveri rappresentano una costrizione”: è libertà l’autonomia spirituale che ci spinge a comportarci secondo le regole, ad agire secondo giustizia, a rispettare le persone e le cose che ci circondano, a voler realizzare il bene comune, a opporsi a chi tenta di limitare la libertà di tutti.
Il Risorgimento e la Resistenza furono possibili perché “i migliori tra gli italiani si resero conto che solo un popolo di persone con il senso del dovere può conquistare la libertà e difenderla”. Noi, oggi, viviamo in questa società libera ed è nostro dovere difenderla. Ma soltanto rendendoci conto fino in fondo della sua importanza, diventa impellente questo dovere.
Di fronte a una società come la nostra, in cui sempre più spesso il diritto di difendere ciò che riteniamo “nostro” fa nascere posizioni razziste, Viroli ci ricorda che “chi rifiuta lo straniero crede di proteggere beni importanti quali la propria sicurezza, la propria cultura, la propria religione, ma in realtà li mette in pericolo”. È necessario riscoprire il valore del dovere, l’unica strada per mantenere valori come la libertà, la memoria, la democrazia così come è importante trovare il coraggio di parlare anche quando le nostre parole potranno essere “accolte con indifferenza e scherno”, anche quando si possa apparire anacronistici ricordando il passato e le persone che ci hanno preceduti, anche quando il giudizio dei furbi tenta di farci passare per dei perdenti o degli ingenui.
Il senso civico e il rispetto dei doveri sono l’unica strada per non perdere un bene prezioso come la libertà di tutti.
gabriella bona