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Luisella CERETTA

LE DONNE E LA CUCINA NEL VENTENNIO

Susalibri


Verrebbe da dire che di pane e retorica è difficile sopravvivere, se non si sapesse che era proprio il pane, una delle basi della nostra vita quotidiana, a mancare dalle tavole italiane. E con la sola retorica non si vive.

In “Le donne e la cucina nel ventennio” Luisella Ceretta ripercorre gli anni tragici tra il 1935 e la fine della seconda guerra mondiale: anni durante i quali in Italia si mangiava poco e male ma la logica del regime fascista tentava con ogni mezzo di rendere più leggera e gradevole la situazione. Con i manuali di cucina, per esempio, che spacciavano piatti poveri di ingredienti e di nutrimento come grandi invenzioni: può una crema di zucca con pochissimo zucchero essere confusa con una vera crema pasticcera? O un caviale fatto di melanzane, olive, peperoni e cipolle assomigliare a quello vero? Pare di sì, almeno per Petronilla, pseudonimo di Amalia Moretti Foggia, pediatra mantovana, autrice di articoli che apparivano sul Corriere della sera e sulla Domenica del Corriere. “Tra i fornelli”, “Massaia scrupolosa” e “Il parere del medico” erano le sue creature e tutto veniva analizzato nella logica dell’economia che permetteva la sopravvivenza in condizioni decisamente difficili: dall’utilizzo dei torsoli di cavolo e delle bucce di mela al riciclo di vecchi cappotti, misure sempre più necessarie dopo le sanzioni a cui venne condannata l’Italia dopo la guerra d’Etiopia e poi durante la guerra. Attraverso razionamenti, carte annonarie, oro alla patria, giardini pubblici diventati orti di guerra, piante commestibili che sostituivano gerani e petunie sui balconi di casa, surrogati per tutto ciò che mancava – e mancava sempre di più, non soltanto in campo alimentare ma anche in quello dei carburanti, dei tessuti e delle materie prime – e con l’ausilio di fotografie, articoli dei giornali dell’epoca, ricette originali, sistemi casalinghi per risparmiare energia, Luisella Ceretta ci porta a conoscere i risultati di queste campagne: qualche effettivo risparmio, danni al sistema agricolo nazionale, condizioni economiche e sociali sempre peggiori, fino al disastro finale. Un libro che, al di là dei suoi contenuti specifici, aiuta a pensare e a ripensare il proprio stile di vita: fare economia, riciclare, non sprecare è importante ed è molto meglio riuscire a farlo senza esserne costretti dalle guerre o da una dittatura.

gabriella bona

 

 

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