TORNA A CHE COSA LEGGERE

Massimo ONOFRI

RECENSIRE

Donzelli Editore

Strano paese l'Italia: tutte le statistiche dicono che la lettura non è certamente tra le attività più frequentate nel nostro paese. In compenso, a fronte di un popolo di non lettori, gli scrittori pullulano. La loro prosa, o la loro poesia, risentono di questa mancanza di base culturale. Eppure riescono spesso a raggiungere i banchi delle librerie, quotidianamente sommersi di novità. Come capire se un volume merita la nostra attenzione? Se è di buona qualità? Se rispecchia, almeno in parte, le nostre aspettative di lettori?

Le pagine culturali di giornali e riviste ospitano recensioni di ultime uscite: sono le recensioni e molti di noi si affidano a questi articoli per riuscire a trovare nutrimento per i propri pensieri, per il tempo libero, per un'informazione approfondita, per sviluppare il piacere della lettura e la propria solidità di lettori.

Ma che cos'è una recensione? Come si fa o non si fa una recensione? In questa nuova babele possiamo tentare di entrare, senza il rischio di perderci di nuovo, come già sul banco del libraio, leggendo “Recensire” in cui Massimo Onofri analizza questa arte molto particolare portando ragionamenti ed esempi, consigli e stroncature, “ istruzioni per l'uso ”, insomma, come recita il sottotitolo.

Ognuno di noi ha spesso identificato il tipo di recensore o di critico più vicino ai suoi gusti e alle sue aspirazioni, ma non è male trovare anche quelli più lontani, per evitare l'acquisto di quello che ci consigliano.

L'essenziale – scrive Onofri – è che attraverso l'esposizione il lettore acquisisca una chiara idea di quel che il libro è e delle ragioni della sua importanza, ragioni che hanno fatto sì che lo scegliessimo a differenza di altri ”. Ecco allora che la scrittura deve essere chiara, precisa, puntuale ed evitare, come scrive Goffredo Parise a Franco Fortini, di perseguire “ nello scrivere il vecchio vizio antidemocratico dell'oscurità […] frasi complicate o parole inutilmente difficili ”, senza però diventare banale, senza dare al lettore l'impressione di essere trattato come un cretino o un semianalfabeta.

Leggere ma anche recensire si impara (e dispiace non trovare tra le pagine di Onofri neppure una citazione a Grazia Cherchi, una giornalista che ha indirizzato frotte di lettori ma anche scritto con tale chiarezza e intelligenza da diventare punto di riferimento per molti che di libri scrivono), così come si impara a leggere le recensioni, un prezioso strumento per migliorare il proprio modo di leggere e di muoversi quando si entra in libreria.

gabriella bona

 

Stampa questa pagina