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Fulvio GIANARIA – Alberto MITTONE

OMICIDI IN CITTÀ

Lindau 

Il mondo intorno a noi cambia in continuazione ma difficilmente percepiamo questa variazione se non quando ci troviamo di fronte a momenti del passato o quando, in veloce sequenza – come nel libro “Omicidi in città” di Gianaria e Mittone – i cambiamenti si presentano in tutta la loro incredibile realtà.

Dal 1876 al 2006, tutto in 130 pagine, tutto in dodici racconti: omicidi risolti o in cui l’assassino è rimasto per sempre sconosciuto, omicidi passionali, vendette, repressioni poliziesche, terrorismo, tutto si svolge a Torino ma all’inizio ci sono i tramvai a cavalli, alla fine gli sms sul telefono cellulare.

Gli autori, avvocati penalisti torinesi, raccontano i fatti di cronaca ma la loro attenzione è rivolta anche al mondo in cui si svolgono, con un’attenzione particolare ai mutamenti di abitudini, nell’abbigliamento, nei mezzi di trasporto, negli svaghi (all’inizio non ci sono ancora, a Torino, il gioco del calcio, il cinema, le automobili), nelle abitudini quotidiane.

Attraversano la città “offesa dal tramud della capitale verso Firenze, e dolente per la perdita di abitanti, uniformi e identità” che getta le basi per una trasformazione industriale, nel campo tessile, metalmeccanico e alimentare e che faticosamente, ancora oggi cerca una sua identità.

Passano per il fascismo, le guerre, la grande depressione, le lotte operaie e quelle studentesche, il terrorismo, l’immigrazione, prima dal sud e poi dai paesi poveri del mondo.

Un libro di storia, spesso dimenticata, sovente sottovalutata nelle conseguenze nel corso degli anni ma anche un libro scritto bene, che coinvolge, che ci porta a conoscere periodi lontani che non abbiamo vissuto o che abbiamo dimenticato.

gabriella bona

 

 

 

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