Juan APARICIO-BELMONTE
IL DELIRANTE CIRCOLO DEGLI UCCELLI UBRIACHI
Gran via edizioni
Sembra di essere finiti sulle montagne russe o in una barca in mezzo alla tempesta: duecentoquaranta pagine nelle quali il lettore viene trascinato in storie incredibili, che si svolgono su diversi piani, come in un castello medievale con porte segrete e scale che conducono ai vari piani senza apparente logica, o come in un disegno di Escher senza riuscire più a capire se sta salendo o scendendo, tra personaggi incredibili ma che catturano per la loro eccentricità, o forse per la loro banalità, per il loro egoismo e la necessità di mettersi in luce, per l'impazienza e per la ricerca di qualche cosa che probabilmente non sanno neppure loro che cosa sia.
C'è uno scrittore di poco talento che scrive un romanzo che assomiglia molto alla realtà in cui si trova a vivere, una poliziotta bella, insicura e amante di un importante leader politico spagnolo, una psicanalista bruttissima ma con una voce che conquista, un'eccentrica scultrice, un editore alcolizzato con i sensi di colpa che decide di vendere libri in abbinamento con pigiami con il ritratto di Che Guevara nei negozi di abbigliamento, c'è un poliziotto eunuco, violento e che ama vestirsi da donna e c'è un ometto piccolo che improvvisamente appare su un campo da gioco e che si crede sia il Messia, il Diavolo, forse un mitomane o un imbroglione, anche se poi scopriamo chi è, nessuno di costoro. Ci sono anche due morti, un portinaio e una lettrice della casa editrice e nessuno riesce a capire se sono morti incidentalmente o sono stati assassinati.
Alla fine ci chiediamo: è un poliziesco? è fantascienza? è un gioco? una presa in giro? E non riusciremo a darci una risposta perché il libro è semplicemente un gioco, piacevole, divertente, ironico e, soprattutto, scritto con una tecnica perfetta, precisa, originale ed elegante.
Piacevolmente sballottati, come su una giostra, arriviamo il finale del libro – aperto, assolutamente aperto, perché non poteva essere altrimenti – e ci rendiamo conto che non poteva che essere così.
Il quotidiano spagnolo “El mundo” ha definito “Il delirante circolo degli uccelli ubriachi” - terzo romanzo di Juan Aparicio-Belmonte che con questo libro ha vinto il premio di narrativa “Lengua de trapo” - uno dei cinque migliori libri dell'anno.
Il libro è stato pubblicato nella collana M30 che comprende testi in tutte le lingue della Spagna plurale (basco, castigliano, catalano, galego) e che propone “ narratori che rifuggono la contemplazione del proprio ombelico, punti di vista curiosi e spesso mordaci su una società in rapidissima trasformazione ”.
gabriella bona