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Raffaele NOGARO con Orazio La Rocca

ERO STRANIERO E MI AVETE ACCOLTO. IL VANGELO A CASERTA

Laterza

 

Un friulano in Campania: il carattere forte e deciso della regione del Nordest e il calore umano della regione del Sud hanno dato vita a un vescovo attivo e coraggioso, talvolta scomodo, sempre vicino alla gente, soprattutto a quelli che hanno più bisogno.

Vescovo comunista, lo ha definito qualcuno, e non soltanto per la sua amicizia con Fausto Bertinotti e con il senatore del PCI Carlo Rossi, ma per il suo essere sempre “accanto ai giovani e ai lavoratori, per l’occupazione, per la difesa dei posti di lavoro, per i problemi dei disoccupati” o vescovo verde per i suoi interventi in difesa della natura e la salute dei cittadini.

Vescovo per otto anni a Sessa Aurunca e per 26 a Caserta, nel dicembre 2008 ha presentato le dimissioni per raggiunto limite di età ma il suo lavoro lascerà una traccia profonda: sostenitore di una Chiesa che non deve essere gerarchia e liturgie solenni ma amore, carità, comprensione e vicinanza al suo popolo, di un “catechismo della legalità” che non può non affiancare il “catechismo della fede”, Raffaele Nogaro si è sempre espresso con forza contro la camorra che soffoca la Campania, rischiando di uccidere la volontà di rinascita di una terra ricca di risorse. Ha promosso marce per la pace, il Comitato Caserta città di pace, la Fondazione antiusura don Peppino Diana, iniziative per la difesa di immigrati, rom, lontanissimo da quel tipo di “sacerdote-impiegato legato a orari, stipendio e interessi di parte”.

La sua capacità di proporsi in modo informale, senza protocolli, di parlare con tutti, di denunciare come si stia “costruendo in tutti i paesi dell’Occidente, soprattutto nel nostro, la fabbrica della paura verso tutto ciò che apparentemente può ledere la tranquillità del cittadino”, senza che ci si renda conto che le scelte razziste sono dannose per chi le subisce ma tolgono a chi le sostiene la possibilità di un confronto, di un arricchimento, di una nuova vita, Raffaele Nogaro chiede anche alla Chiesa un atteggiamento diverso, meno timido, meno silenzioso, capace di denunciare e di combattere per i valori del Vangelo, preoccupato delle “gerarchie ecclesiastiche che si preoccupano molto di difendersi dai nemici ‘ideologici’ […] e sottovalutano l’inquinamento morale e civile causato dai poteri illegali”.

“Non uccidere” è la base della vita e della missione di Nogaro: non esistono guerre giuste, perché in ogni guerra si uccide. Per questo motivo si è schierato e ha sempre chiesto alla Chiesa di “condannare senza equivoci l’aumento delle spese militari, in un tempo in cui si fanno tagli alla scuola, alla sanità, alla ricerca scientifica, alla cooperazione e al sostegno alle categorie più povere”. Né si può uccidere condannando alla pena di morte o all’ergastolo che è una morte civile.

“Ero straniero e mi avete accolto” è un libro pieno di passione, di compassione, di denuncia, che coinvolge e mette di fronte ai nostri occhi i mali della società in cui viviamo e la possibilità di superarli o almeno di tentare di farlo.

gabriella bona

 

 

 

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