A cura di Roberto SCARDOVA
CARTE FALSE
Edizioni Ambiente
Marco RIZZO – Francesco RIPOLI
ILARIA ALPI – IL PREZZO DELLA VERITÀ
BeccoGiallo
Il 20 marzo 1994, a Mogadiscio, vengono uccisi da un commando Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Stavano indagando su un traffico di armi e di rifiuti tossici e pericolosi tra Italia e Somalia. Sono passati quindici anni e la loro morte è ancora avvolta nel mistero: una cortina è stata costruita ad arte ed è fatta di documenti, informazioni e fonti spariti, ignorati, mai utilizzati o mal interpretati, di depistaggi, di indifferenza, di intimidazioni, di persone morte o scomparse, di carte false.
Che cosa nasconde tutto questo bisogno di far apparire il viaggio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin “ una semplice vacanza ” come si legge negli atti della Commissione di inchiesta presieduta dall'onorevole Carlo Taormina, discusso esponente di Forza Italia e amico e avvocato di Silvio Berlusconi? Ilaria e Miran in Somalia erano andati per scoprire dati sui rifiuti e le armi che il nostro Paese trasferiva in Somalia: armi, ma anche denaro, perché le autorità somale accettassero di ospitare, sepolte nei loro territori, rifiuti pericolosi, tossici e radioattivi.
“ Dove sono finiti i 1400 miliardi della cooperazione italiana? ” è rimasto scritto su un foglio trovato nella sede di Rai3, nella scrivania di Ilaria. È la malacooperazione gestita dal Fondo aiuti italiano “ messo in piedi – leggiamo in “Carte false” – e gestito negli anni dalla ‘Milano da bere' dai socialisti di Bettino Craxi ”, quella che permise la costruzione dei 460 chilometri di strada tra Garowe e Boraaso, il cui unico scopo era di creare scavi per seppellire i rifiuti, poi ricoperti dall'asfalto. Ma rifiuti sono finiti anche in mare e negli uadi, torrenti secchi che si riempiono nella stagione delle piogge. Dell'ultimo viaggio di Ilaria e Miran, di quello che erano riusciti a scoprire,sappiamo poco, soltanto quello che si è faticosamente riusciti a ricostruire, anche se telefonicamente Ilaria aveva annunciato grosse novità: durante il trasporto delle salme sono sparite diverse cassette e taccuini con le notizie che qualcuno aveva deciso che non dovevano essere divulgate.
Oggi i genitori di Ilaria continuano a battersi per sapere come, perché, da chi i due giornalisti sono stati uccisi, chi c'è dietro a questo delitto e per tenere accesa l'attenzione su questo ennesimo mistero del nostro paese e sulla figura della loro figlia, un esempio di giornalismo etico, di senso civico.
“Carte false” raccoglie le testimonianze di Gianni Minà, Roberto Scardova, Francesco Cavalli, Alessandro Rocca, Luciano Salettari, Mariangela Gritta Grainer, Barbara Bastianelli e Pasquale D'Alessio e ci offre un quadro desolante di un mondo sporco che circonda la vicenda di due giornalisti coraggiosi, attenti, innamorati di un giornalismo di indagine svolto sul campo.
“Ilaria Alpi – Il prezzo della verità”, uscito qualche mese prima, è la cronaca a fumetti della vicenda: i disegni ripercorrono a ritroso la storia, dalla tragica conclusione, ricostruendone il percorso.
Due libri preziosi, pieni di rabbia e di voglia di sapere, di capire e di mille inutili tentativi per arrivare alla verità. Sarà un percorso difficile arrivare a scoprire che cosa è successo e continua a succedere. Ma per fortuna c'è ancora chi non ha nessuna intenzione di arrendersi.
gabriella bona