Riccardo ORIOLES
ALLONSANFAN
Editore Melampo
La frase di Giuseppe Fava: “A che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare?” non è soltanto l’epigrafe di “Allonsanfan” di Riccardo Orioles ma la forza morale che ha animato giornalisti coraggiosi, che hanno osato denunciare la mafia, il potere mafioso, chi lo protegge e trae vantaggi dalla sua presenza, in Sicilia e non solo, e la sua capacità di allargare i tentacoli sempre più lontano. La forza morale che ha permesso non soltanto la denuncia ma anche la resistenza contro le minacce, le intimidazioni, di fronte alla morte di colleghi e amici.
Giuseppe Fava è morto, ucciso dalla mafia in Sicilia e nello stesso modo sono morti Mario Francese, Mauro de Mauro, Cosimo Cristina, Giuseppe Spampinato, Beppe Alfano, Mauro Rostagno, Peppino Impastato. Morti che il resto dell’Italia ha presto dimenticato, che ha tentato di isolare come fatti che toccano soltanto la Sicilia, impossibili altrove. Ma se anche fosse? Se davvero la mafia avesse il suo potere e uccidesse soltanto in Sicilia? Non sarebbe un problema nazionale, come il terremoto in Abruzzo o un’alluvione nel Nord? La libertà di stampa non deve essere difesa sempre e comunque?
Riccardo Orioles, giornalista, negli anni ’70 lavora nelle prime radio libere, poi fonda con Giuseppe Fava, nel 1982, “I Siciliani” che denuncia la mafia, le sue attività, i suoi capi. E continua, Orioles, la sua attività, nonostante le difficoltà, le delusioni, credendo nei giovani, nel loro coraggio, nella loro voglia di lottare e di scrivere, di raggiungere finalmente quella libertà di stampa che è “essere liberi di scrivere senza essere uccisi”.
Continua con la “catena di san Libero”, una e-zine indipendente in rete, con un blog, con articoli, ragionamenti, riflessioni pieni di passione, di intelligenza, di rabbia, di sarcasmo e di utopia, “senza lasciarsi risucchiare dalla palude”, chiedendo al movimento antimafia di diventare “più concreto [per] incidere sulla società, anche con ‘prepotenza’, perché la società – la nostra società – si sta sfaldando”.
Negli articoli raccolti in “Allonsanfan”, scritti tra il 1983 e il 2006, Orioles parla di Sicilia, di Italia, di politica, di mafia, con quella rara capacità di fare giornalismo, lontano dalla propaganda e dalla pubblicità, e sottolinea come la nostra vita sia determinata da “quel che è accaduto in Italia negli anni Ottanta – un vero e proprio colpo di Stato, la sostituzione di un potere democratico con un comitato d’affari politico-imprenditoriale”.
“La lotta alla mafia è soprattutto lotta d’informazione”, scrive Orioles nel suo blog. La lotta alla mafia è una lotta che deve unirci tutti, dal Nord al Sud: a Ponteranica, vicino a Bergamo, 5000 persone hanno manifestato per chiedere all’amministrazione comunale leghista di rimettere al suo posto la targa di intitolazione della biblioteca a Peppino Impastato. 5000 persone che hanno capito come la logica mafiosa sia riuscita a spaccare l’Italia e come soltanto una vera e forte lotta antimafia possa salvare il nostro Paese – tutto il nostro Paese – dall’inciviltà.
Potete trovare il blog di Riccardo Orioles in internet, all’indirizzo: www.riccardoorioles.org.
gabriella bona