VOLONTARIATO O CHE COSA?

 

Sempre più spesso i tribunali infliggono, soprattutto per atti di vandalismo, una pena da scontare con il volontariato.
Al di là che il volontariato obbligatorio non può esistere, perché una cosa o è fatta per propria volontà (volontariato) o per obbligo (per esempio una condanna), questo nuovo modo di scontare un reato banalizza il concetto stesso di volontariato.
Chiunque ne abbia fatto parte, individualmente o in un’associazione, aiutando persone in difficoltà per vari motivi, o abbia lavorato nel volontariato culturale o naturalistico o chissà che altro, sa che dare spontaneamente e gratuitamente il proprio tempo, le proprie competenze e spesso anche i propri soldi (perché molti settori del volontariato non hanno molti mezzi per perseguire i propri obiettivi) è un modo per essere utili, per tentare di migliorare il mondo che ci sta attorno. Non può essere una condanna.
Quelli si chiamano lavori forzati e se il termine non piace, allora si trovino altri modi per far scontare le pene a chi ha commesso reati.
Ma non si tenti di rovinare quel volontariato che parte da principi e idee puliti, sinceri e generosi. Un volontariato che spesso è stato disponibile ad accogliere persone per il loro inserimento dopo un periodo di detenzione ma che non vuole considerarsi, per questo, una condanna possibile.

 

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