Rotonde e biciclette
Ho letto con attenzione l'articolo apparso tempo fa su Repubblica sui semafori e le rotonde.
Sono arrivata fino all'ultima riga, sperando che il problema che a ogni rotonda dobbiamo affrontare noi ciclisti fosse almeno accennato. Invece Jenner Meletti, l’autore dell’articolo, ci aveva proprio dimenticati. E la sua frase "nelle rotonde al massimo ci sono sfregamenti di fiancate" mi ha fatto pensare che non sappia neanche che esistiamo: io, sul mio biciclo, le fiancate non le ho: al loro posto ci sono la mia gamba e il mio fianco, quello fisico, di carne e ossa!
A Cattolica, la città presa a modello nell’articolo, ci sono ampie piste ciclabili e probabilmente i ciclisti possono viaggiare felici e sicuri. In altre città le rotonde hanno reso molto pericolosa la vita dei ciclisti (che prima potevano approfittare del verde per attraversare, adesso devono buttarsi al centro per girare a sinistra, senza protezioni di sorta).
Forse dalle statistiche non risulterà un aumento di incidenti tra gli affezionati delle due ruote: semplice, si sono messi anche loro ad andare in macchina, per avere fiancate da sfregare invece di finire a gambe all'aria.
gabriella bona